La lotta alla zanzara tigre è anche biologica: in arrivo 30.000 esemplari di maschi sterili per bloccare la proliferazione

17 Giugno 2019

Forse non tutti sanno che sono le femmine di zanzara a pungere e a provocare, nel migliore dei casi, un fastidioso prurito, e nel peggiore, la trasmissione di infezioni e virus potenzialmente pericolosi. E forse non tutti sanno che sono le femmine feconde a pungere, perché il sangue serve per far maturare le uova. Da questa osservazione e dalla convinzione che la lotta biologica integrata è lo strumento che in prospettiva garantisce i migliori risultati, il Comune di Bologna ha deciso di sperimentare una nuova tecnica di lotta contro la zanzara tigre, in un'area di circa 40 ettari del quartiere Navile, lungo via Zanardi, ed in particolare nell'area compresa tra le vie Agucchi, Bertalia, Selva di Pescarola e via del Pane. In quest'area verranno immessi quasi 500 mila maschi sterili che, accoppiandosi con le femmine, le renderanno sterili a loro volta, annullando di fatto la necessità di pungere. Per rendere più efficace l'azione però sarà necessaria, come sempre, la collaborazione di tutti i cittadini. Per ridurre la densità di maschi fertili e aumentare l'efficacia di questa metodologia, sarà infatti necessario trattare anche le aree private di questa zona con prodotti larvicidi specifici. Questi trattamenti saranno effettuati in maniera gratuita, porta a porta, da personale del Centro Agricoltura Ambiente, una realtà che da più di vent'anni lavora sullo sviluppo di questa tecnica di contrasto alla zanzara tigre e che ora sperimenta, per la prima volta su un'area così estesa, la propria metodologia. Immettere maschi sterili non ha alcun impatto negativo sull'ambiente, sugli animali e sulla salute pubblica. 

Cosa succede durante la sperimentazione
A partire da lunedì 17 giugno saranno lanciati nell'ambiente, a cadenza settimanale, 30 mila maschi sterili per circa 16 settimane. In questa fase iniziale, per rendere maggiormente efficace l'operazione, si cercherà di abbassare il numero di zanzare già presenti nell'ambiente, eseguendo trattamenti larvicidi anche in aree private. Operatori del Centro Agricoltura Ambiente, provvisti di tesserino di riconoscimento, si recheranno casa per casa, per trattare con prodotti larvicidi specifici e a ridotto impatto ambientale tutte le raccolte d'acqua non eliminabili, come i tombini ad esempio, e rimuoveranno o metteranno in sicurezza, tutte le altre possibili fonti di infestazione. Questo intervento sarà replicato per 4 volte, con cadenza mensile, da giugno a settembre in modo da impedire la maturazione delle larve in adulti e la conseguente dispersione sul territorio. In quest'area saranno attivate, durante tutta la fase di sperimentazione, 20 trappole per le uova che permetteranno di raccoglierle, allevarle in laboratorio e verificare la fertilità residua valutando l'efficacia di questa tecnologia. Durante questa fase di sperimentazione saranno effettuati come di consueto i controlli da parte della Polizia Locale e delle Guardie Ecologiche Volontarie, per verificare il rispetto del Regolamento comunale d’Igiene.

Come proseguirà la sperimentazione nei prossimi anni
Se questa tecnica di lotta alla zanzara tigre darà risultati positivi, l'anno prossimo ci sarà un solo ciclo di disinfestazione capillare stagionale delle aree private nel mese di aprile e il rilascio di maschi sterili dal mese di maggio, con cadenza settimanale, in un numero proporzionale alla popolazione di zanzare rilevata attraverso il monitoraggio con ovitrappole. Dal 2021 invece si potrà procedere con la sola immissione nell'ambiente di maschi sterili in numero sempre minore e senza necessità di trattare le aree private.

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