Quartieri e periferie a Bologna: 6,6 milioni di euro per giovani, cultura, sport e associazioni

19 Giugno 2018
Ragazze che saltano per mano in un parco per bandi pon comune di bologna adolescenti e giovani

Il Comune di Bologna lancia la sfida alle povertà educative e lo fa investendo 6,6 milioni di euro per rafforzare le istituzioni culturali comunali, promuovere la cultura tecnica, l’innovazione sociale, il welfare culturale, l’inclusione digitale, lo sport e l’associazionismo, in collaborazione con la Città Metropolitana di Bologna. 

Ben 4 milioni di euro saranno dedicati al rafforzamento di musei, biblioteche e teatri - investiti in futura progettualità – attraverso progetti orientati soprattutto a sviluppare attività per i più giovani: corsi, laboratori, didattica. 

Alla promozione della cultura tecnica e all’innovazione sociale sono dedicati 1,7 milioni di euro. Allo sport e all’associazionismo sono destinati rispettivamente 300.000 euro in tre anni. Sono invece 150.000 gli euro dedicati rispettivamente a progetti di welfare culturale e nuove competenze digitali.

"Si tratta di un piano importante per le periferie e i quartieri della nostra città - dichiara Matteo Lepore, assessore alla Cultura e Sport del Comune di Bologna - Assieme a oltre 2.500 cittadini, coinvolti attraverso i "Laboratori di Quartiere", abbiamo individuato le priorità di intervento, i bisogni e le criticità sociali della nostra comunità. Ora investiamo 6,6 milioni di euro attraverso bandi per le istituzioni culturali, la cultura tecnica, l’innovazione sociale, il welfare culturale, l’inclusione digitale, lo sport e l’associazionismo. Daremo risorse alle zone di periferia per realizzare iniziative di coinvolgimento dei giovani, in particolare tra gli 11 e 35 anni, per supportare famiglie, scuole e tutti i luoghi di aggregazione che hanno bisogno di allearsi con noi per portare avanti la sfida di una città più inclusiva". 

“Abbiamo scelto di lavorare mettendo al centro i giovani e tenendo conto di quelle povertà, non solo economiche, che spesso impediscono loro di essere protagonisti della loro vita, ma anche di quella della comunità – ha commentato la vicesindaco Marilena Pillati - Su questo investiremo 1,7 milioni di euro per dare vita a progetti diffusi nella città, che vedano una rete di soggetti collaborare per fare crescere le competenze dei ragazzi, ma al tempo stesso fare in modo che i loro saperi possano essere strumento per servizi innovativi: i ragazzi non sono solo dunque destinatari delle risorse, ma sono essi stessi protagonisti di innovazione sociale”. 

Dal percorso Laboratori di Quartiere 2017, è emerso in maniera forte il bisogno di creare opportunità per i più giovani e le famiglie, identificati come soggetti prioritari da mettere al centro di interventi e politiche. In ogni quartiere sono emersi luoghi “prioritari” - anche grazie ai dati sulla fragilità e alle segnalazioni - con proposte di progettualità per rispondere a diversi tipi di bisogni. I report dei bisogni emersi sono disponibili al sito web comune.bologna.it/pianoinnovazioneurbana.

Bando Cultura Tecnica e Innovazione Sociale: saper fare 
Contrastare il disagio, l’esclusione sociale e creare nuove opportunità occupazionali per i giovani bolognesi attraverso la diffusione della cultura tecnica, la qualificazione e l’innovazione dei percorsi educativi e formativi e la messa a disposizione di spazi e tecnologie. Questo l’ambizioso obiettivo che il Comune di Bologna si pone in relazione alle giovani generazioni della propria comunità, una scelta politica che a fine mese si concretizzerà con la pubblicazione di un bando - a partire dal 2 luglio 2018 - da 1,7 milioni di euro. Attraverso il bando Cultura Tecnica e Innovazione Sociale si chiede agli operatori del Terzo settore di presentare progetti per nuovi servizi di prossimità sostenibili nel tempo, rivolti ai cittadini di 17 aree urbane a elevata criticità socio-economica - cosiddette aree bersaglio - e per creare nuove opportunità di occupazione per i giovani attraverso azioni di diffusione e sviluppo di cultura tecnica e scientifica, disseminazione di competenze e conoscenze professionali, sperimentazione di strategie di innovazione sociale, attivazione di laboratori inclusivi ed esperienze informali.

I servizi di prossimità dovranno essere progettati e realizzati con il coinvolgimento, tra gli altri, dei giovani che vivono nelle aree bersaglio, mettendo in valore le loro competenze tecniche e scientifiche, in stretta relazione con i loro percorsi educativi. Il Comune insieme alla Città metropolitana ha individuato le 17 aree bersaglio e gli obiettivi e risultati attesi, nonché alcune linee progettuali per orientare i soggetti del terzo settore che dovranno presentare i progetti coinvolgendo scuole ed enti di formazione, imprese profit e non, nonché altri soggetti che sui territori contribuiscono allo sviluppo di comunità.

Per l'attuazione dei progetti i soggetti del Terzo settore potranno beneficiare dei contributi messi a disposizione del Comune nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020”, adottato dalla Commissione Europea e finanziato dai Fondi Strutturali. Le ricadute sui territori dovranno essere: sviluppo economico e sociale, coesione territoriale, prevenzione di marginalità e degrado. La sovvenzione per ciascun progetto va da un minimo di 80.000 a un massimo di 100.000 euro. Saranno finanziati 11 progetti nella città di Bologna e un progetto per ognuno dei 6 distretti dell’area metropolitana.

Aree bersaglio:

  1. Casteldebole (Borgo Panigale-Reno)
  2. Birra / Lungo Reno (Borgo Panigale-Reno)
  3. Bolognina (Navile)
  4. Pescarola/ Pizzoli (Navile)
  5. Saffi (Porto-Saragozza) 
  6. Cirenaica e Piazza Spadolini (San Donato-San Vitale)
  7. Croce del Biacco e Piazza dei Colori (San Donato-San Vitale)
  8. Pilastro (San Donato-San Vitale)
  9. Centro storico (Santo Stefano)
  10. Via Abba e dintorni (Savena)
  11. Due Madonne / via Genova (Savena)
  12. Riola (Appennino Bolognese)
  13. Marconi, Quartiere Forum, Pedagna, Vallata Santerno (Imola)
  14. Comuni di Baricella e Galliera (Pianura Est)
  15. Osteria Nuova; Suor Teresa Veronesi - Sant'Agata Bolognese; San Matteo della Decima; San Giacomo del Martignone - Anzola dell'Emilia; Palata Pepoli - Crevalcore; Longara - Calderara di Reno (Pianura Ovest)
  16. Quartiere San Biagio/Marullina a Casalecchio di Reno, quartiere di via Tasso e via Romita a Zola Predosa, area di Borgo Colle Ameno a Sasso Marconi (Reno, Lavino Samoggia)
  17. Loiano e Monghidoro (San Lazzaro)

Nomisma supporterà l’Amministrazione comunale con un affiancamento tecnico al progetto in tutte le sue fasi e offrirà un costante supporto al monitoraggio dell’attuazione dei progetti e dei risultati conseguiti, al fine di identificare fattori di successo ed eventuali situazioni critiche su cui intervenire tempestivamente. Nomisma dedicherà grande attenzione al supporto tecnico ai beneficiari dei progetti, sia nella fase di progettazione, che in quella di attuazione e rendicontazione.

Bando LFA
Promuovere e sostenere progetti culturali in un’ottica di valorizzazione dei percorsi partecipativi in corso nell’ambito dei Laboratori di Quartiere e dei Piani di Zona. Questo il cuore del bando pubblicato il 29 giugno dedicato alle Libere forme associative iscritte all'elenco comunale, al quale il Comune di Bologna dedica 300.000 euro in tre anni. L'obiettivo è intercettare proposte progettuali in ambito culturale di alto livello qualitativo, eventualmente prevedendo iniziative anche di carattere sportivo, che abbiano una forte relazione col territorio, che valorizzino le potenzialità del suo variegato patrimonio e che si rivolgano ad un pubblico eterogeneo, in particolare alle famiglie e alla fascia anziana della popolazione, in un’ottica di accessibilità, di coesione sociale, di lavoro di comunità e di inclusione interculturale e intergenerazionale.

Bando Sport
Promuovere e sostenere attività sportive in un’ottica di valorizzazione dei percorsi partecipativi promossi dal Comune di Bologna e in corso di realizzazione nell’ambito dei Laboratori di Quartiere e dei Piani di Zona. Questi gli obiettivi del bando per intercettare proposte progettuali in ambito sportivo a cui il Comune di Bologna dedicherà 300.000 euro in tre anni. L’Avviso è rivolto a società e associazioni sportive dilettantistiche, polisportive e associazioni senza fini di lucro che prevedano tra le finalità del proprio statuto la promozione dell'attività sportiva, aventi sede legale nel Comune di Bologna. Potranno partecipare inoltre gli enti di promozione sportiva con sede legale nel Comune di Bologna, le federazioni sportive, il Coni, il CIP e altri enti sportivi nazionali per attività che si svolgano prevalentemente nel territorio del Comune di Bologna.

Le proposte dovranno in particolare essere coerenti con i contenuti emersi nei diversi percorsi partecipativi, avere una forte relazione con il territorio e i Quartieri, valorizzare le potenzialità del patrimonio sportivo ed eventualmente prevedere iniziative anche di carattere culturale. Dovranno essere rivolte in particolare ai giovani e alle famiglie, in un’ottica di accessibilità, di coesione sociale, di lavoro, di comunità e di inclusione interculturale e intergenerazionale. Dovranno infine garantire il rispetto dei diritti di ogni singolo individuo, negli spazi sportivi ed educativi della nostra città, nel rispetto dell’identità di genere.

I progetti di attività sportive che verranno ammessi al finanziamento per l’anno 2018 dovranno prevedere azioni di alto livello qualitativo, a sostegno dei disagi, in tema di contrasto della dispersione scolastica e delle povertà educative.

Bando Welfare culturale e Inclusione digitale: nuovi linguaggi 
Il bando sul Welfare Culturale, del valore di 150.000 euro e la cui pubblicazione è prevista entro il mese di luglio 2018, intende promuovere progetti - sostenuti nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020”, adottato dalla Commissione Europea e finanziato dai Fondi Strutturali - capaci di fornire alle giovani generazioni nuove competenze, con ricadute occupazionali, per rendersi fautori di azioni di carattere socio-culturale che, nel territorio, siano di sostegno alla popolazione anziana e fragile e ai cittadini portatori di nuove culture.

Il progetto punta all’assunzione di un ruolo sociale e culturale per i giovani, nel segno dell’intergenerazionalità e dell’interculturalità. Gli obiettivi sono molteplici, si va dal superare le solitudini al condividere le culture e le tradizioni, dal riappropriarsi delle realtà culturali non più accessibili a causa di fragilità diffuse all’attivare un benessere socio-culturale attraverso la scoperta anche geografica della città. E ancora, aumentare le competenze spendibili nel mondo del lavoro da parte dei giovani, legate a nuove abilità culturali e relazionali connesse alla conoscenza del proprio territorio.

Per quanto riguarda invece le nuove competenze digitali si vuole attivare un Laboratorio diffuso per l’inclusione digitale e per investire sulle passioni e sul protagonismo delle nuove generazioni. L’obiettivo del Laboratorio è sperimentare percorsi di formazione attorno a fabbricazione digitale, robotica ed elettronica educativa, artefatti manuali e digitali, nuovi media, uso consapevole della rete e delle tecnologie.

Il bando, che può contare su 150.000 euro e la cui pubblicazione è prevista entro il mese di luglio, è destinato a un soggetto del terzo settore che deve prevedere l’attivazione di almeno 3 laboratori territoriali in zone nei Quartieri di Bologna e 1 nel territorio metropolitano.

 

(Foto con licenza Creative Commons. Fonte Pixabay)